Eppure i Maya avevano ragione: non so cosa accadrà il 21 dicembre ma almeno il mondo di questo blog è finito. E' una scelta del tutto indipendente dalla mia volontà e non è neanche una scelta di vita alla Ruud Gullit, il primo che utilizzò questa locuzione per descrivere con un eufemismo decisioni dettate da natura economica. Una mail, asettica quanto basta per l'occasione, della quale non rivelerò per ragioni di riservatezza commerciale il contenuto, ed è arrivata la maledizione dei Maya dopo quasi sei anni, 10.073 (74 con questo) post scritti, qualche milionata di pagine viste.
Ritengo di poter uscire a testa alta da questa esperienza: dal nulla si è iniziato a parlare di sport olimpici, spesso riservati alle brevi sui quotidiani e anche sui siti generalisti di sport, in un certo modo che probabilmente non fa audience ma che ha significato, per quanto possibile, porsi al servizio di questi sport per farli conoscere e raccontare storie ed imprese di protagonisti e non. E dal nulla si è arrivati a numeri considerevoli fino alla pagina Facebook che raccoglie quasi 5.000 appassionati e sulla quale continuerò a raccogliere i link ai miei scritti. Amicizie che sono nate e si sono rafforzate nel tempo con un gruppo di lettori e con molti personaggi del mondo dello sport. Due momenti porterò con me tra i tanti: le 200 ore di diretta web per le Olimpiadi di Pechino 2008 con la partecipazione spontanea di alcuni atleti come Michele Zerial e Vera Carrara dalla capitale cinese e un post semplice nella sua drammaticità per la notizia della morte di un ragazzo che per molti mesi ha dato la possibilità ad una mamma di continuare il dialogo, seppure virtuale, con il figlio perso. E' lo sport, specchio della vita.
Continua la lettura



-anteprima-112x112-830828.jpg)










