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Pechino 2008: sulla libertà di stampa il CIO ha ingannato il mondo per 7 anni

Mercoledì 30 Luglio 2008, 21:19 in Diritti Umani di

CensuraDi fronte alle proteste dei giornalisti stranieri già presenti a Pechino per l'oscuramento di molti siti Internet, il Comitato Organizzatore ha parzialmente ammesso la censura in atto, limitandola ai siti che parlano del gruppo Falun Gong, proibito in Cina, anche se continuano ad essere irraggiungibili anche i siti che parlano di Tibet, di dissidenti, Amnesty International, Amnesty International.

Kevan Gosper, presidente della Commissione stampa del CIO, in un'intervista al South China Morning Post, si scusa verso la stampa per averla "ingannata" per 7 anni, assicurando che "a Pechino ci sarebbe stato pieno, aperto e libero accesso a internet durante i Giochi per permettere il loro lavoro". Ammette di avere saputo "che funzionari Cio hanno concordato con i cinesi che alcuni siti sensibili sarebbero stati bloccati". E conclude che, comunque, "non posso dire io ai cinesi cosa debbono fare", "parliamo di un Paese comunista dove c'è la censura. Devi accettare quanto ti dicono che puoi avere".

via Asianews

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31 Lug 2008
alle 16:36

cristiano valli

in realtà pare basti anche solo un link ad un sito censurato, per essere tagliati fuori daslla grande muraglie...

http://mir.it/servizi/radiopopolare/dorando/?p=243

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