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Dopo aver usufruito con tutta probabilità di un "decreto interpretativo" è comparso il Dossier di Candidatura della città di Roma per ospitare le Olimpiadi del 2020. Ma è necessario un piccolo riassunto delle puntate precedenti.
Il 5 marzo, giorno di presentazione dei dossier al Coni, il comitato promotore della candidatura di Venezia pubblica il dossier sul sito minuti dopo la presentazione, Roma non lo pubblica e pubblica solo una povera cartella stampa. Fatta la richiesta via mail il comitato promotore della candidatura di Roma risponde, non più tardi di ieri mattina, 9 marzo alle ore 10.09: "Al momento la città di Roma ha scelto di rendere noto il contenuto del dossier senza pubblicare l'intero fascicolo". Ne segue il nostro post di denuncia Roma 2020 e il Dossier che non c'è .
Nel corso della giornata, il ministro Luca Zaia racconta di maneggi attorno al Dossier di Roma; "Il direttore per il comitato 'Venezia 2020' Federico Fantini - ha detto Zaia -, a cui avevo chiesto notizie, mi informa che, secondo quanto saputo direttamente dall'assessore al comune di Roma Cochi, il comitato per Roma 2020 starebbe 'rivedendo e intervenendo sul dossier'. Sono sicuro che Fantini ha capito male e che il Coni provvederà immediatamente a smentirlo e contemporaneamente a mettere on line l'originale consegnato la settimana scorsa".
E come per incanto, sul sito della candidatura di Roma compare il Dossier completo : la data di salvataggio (e se non ci si trovasse di fronte ad un grande pasticcio si potrebbe sostenere che è la data di creazione del file PDF) è quella di martedì 9 marzo alle 20.05, espressa come data di ultima modifica di un file PDF creato il 26 febbraio alle 15.21.
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Per la prima volta da quando ho incrcociato questo blog (due anni fa!), inizio a trovarmi in aperto contrasto con MAssimo! :)
IL perchè è presto detto. Da queste pagine mi pare stia partendo l'ennesima Guerra Santa, l'ennesima lotta campanilistica, l'ennesimo stucchevole e controproducente scontro Nord-Sud, e le parole, meno moderate, di Ubaldo me lo confermano. (premetto, io sono per metà romano e per metà romagnolo, ma sono sopratutto ITALIANO!!!!).
E questo credo sia lo spirito peggiore con cui si affronta un percorso, duro e difficile, come sarà quello che porterà alla presentazione della candidatura italiana per i Giochi del 2020. Se iniziamo a dividerci e a discutere, sapete quale sarà il risutlato? LO stesso che nella scelta del 2004....
Invece l'atteggiamento dovrebbe esseer ben diverso. PArtire da due punti fermi: qual'è la cosa migliore? IO dico, che i Giochi si facciano in Italia, dovunque sia. Quindi, presentare la candidatura più attuabile. E, lo sapete benissimo, la candidatura di Venezia, in sede CIO, ha 0 possibilità. Verrebbe molto applaudita, apprezzata ma esclusa. Quella di ROma no. Discutiamo di questo, e di come MILGIORARE le cose, non di come distruggerle.
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alle 11:14
Massimo
Gianni,
io non ho ancora espresso giudizi di merito sulle due candidature. Lo farò nei prossimi giorni.
Il giudizio che ho finora espresso è su di una mancanza di trasparenza fino ad ora nella candidatura di Roma che ho ritenuto doveroso denunciare.
Il fatto che il contrasto nasca non parlando di sport vero ma di "politica sportiva" mi solleva.