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Vergogna RAI: il giorno dopo

Domenica 26 Settembre 2010, 13:16 in Media & Marketing di

VergognaRai.JPGSarebbe interessante che il direttore di RaiSport, Eugenio De Paoli spiegasse una volta per tutte secondo quale Manuale Cencelli di democristiana memoria vengano decisi i palinsesti dei due canali di Rai Sport presenti sul digitale.

Già perchè per seguire lo sport con la TV di Stato si è ormai obbligati ad andare via digitale: peccato che in molte zone i due canali non siano ricevibili e che in molte parti del paese lo switch analogico-digitale non sia ancora avvenuto. Passi: siamo all'avanguardia!

Anche oggi si ripete la vergogna di ieri: non è possibile stabilire una graduatoria tra le discipline perchè di per sè opinabile, ma tra gli eventi sì. I Campionati Mondiali contano più dei Campionati Italiani di qual si voglia disciplina, un evento in diretta interessa il pubblico in misura decisamente maggiore di un evento in differita che per sua natura può essere spostato nel palinsesto senza grandi danni.

Ora, in Italia eccelliamo a livello mondiale in un numero di discipline sportive che si possono contare sulle dita della mano; una di queste è la Ginnastica Ritmica dove le Farfalle azzurre sono campionesse del mondo. Nella giornata di sabato, l'atto finale del Concorso Generale dei Campionati Mondiali è stato sacrificato sull'altare di una partita di serie D di Calcio trasmessa in diretta su un canale e in differita di un'ora sul secondo. Oggi le due finali degli attrezzi sono, invece, state oscurate grazie ad un servizio registrato sui Campionati italiani di Vela e ad una diretta dei Campionati italiani di Tiro a Segno. Ripeto: non si vuole entrare nella discussione se valga di più la Ginnastica Ritmica del Tiro a Segno o della Vela, discipline (tutte e tre) tirate in ballo solo perchè coinvolte dall'ultimo caso eclatante di mal servizio.

E non è un problema di diritti; perchè sarebbe comprensibile, discutibile ma comprensibile, che in nome dell'austerità non si investa su alcuni eventi. No, i diritti la Rai li ha, probabilmente in questo caso come membro dell'Eurovisione, ma ha deciso che gli appassionati italiani possano attendere fino alle 15.00 per vedere in azione le campionesse del mondo italiane. Peraltro per anni ha spacciato per dirette differite come avvenuto in molte coperture di eventi come le Olimpiadi: poi è arrivata la Rete, Internet, gli streaming e il trucco è diventato palese.

Ritengo che gli appassionati di tutti gli sport meritino una risposta. Insisteremo con ogni mezzo a nostra disposizione fino a quando riusciremo ad ottenerla.

 

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28 Set 2010
alle 11:42

Red

Caro Massimo, lei ha perfettamente ragione...la RAI dovrebbe garantire un servizio per il cittadino ma a ben vedere l'unica cosa che interessa ai signori Direttori sono gli introiti derivanti dalla pubblicità (e magari anche dagli una tantum delle varie federazioni...).

Con deferenza,

Red

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