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Alex Schwazer Doping: "Sono andato in Turchia e ho comprato l'Epo da solo"

Mercoledì 8 Agosto 2012, 14:59 in Atletica Leggera, Diario di

Alex Schwazer ha parlato in conferenza stamp a Bolzano. Qui tutti i passaggi più importanti dove spiega di avere fatto tutto da solo dopo un viaggio di tre giorni in Turchia.

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Ha spiegato tutto. Alex Schwazer ha svelato i retroscena della sua positività all'Epo nella lunga conferenza stampa di Bolzano (qui il video). "Ho fatto tutto da solo. Sono andato ad Antalya in Turchia per tre giorni. Ho comprato l'eritropoietina e sono tornato indietro".

Poi ha chiarito di non avere avuto sostanze dopanti dal dottor Ferrari: "Lui mi ha fatto delle tabelle di allenamento. Non devo coprire nessuno. Mi scuso con tutti, ma non nascondo nulla".

Poi il suo rapporto con Carolina Kostner, che ha già detto di non volerlo lasciare: "Tenerle tutto nascosto mi ha distrutto. Mi dispiace tanto".

Qui qualche passaggio importante della sua conferenza:

"Innanzitutto grazie per essere venuti. Non avrei mai pensato di fare una conferenza stampa per una positività al doping. Oggi sono qua per raccontarvi perché ho deciso di fare questo grande errore".

"Cerco di essere sincero con voi. Io spero che anche voi siate il più corretti possibili a scrivere quello che io dico. Più che dire come ho sbagliato e cosa ho fatto non posso fare".

"Ho preso questa decisione da solo. Io ho deciso di non dirlo a nessuno. Alla mia famiglia e alla mia fidanzata. Era una cosa mia. Io mi sono informato su internet. Oggi ho letto che è impossibile, . Sono andato in Turchia, ho comprato l'Epo in farmacia e sono tornato. Ho portato con me 1.500 euro".

"E' stato un momento bruttissimo. Non avevo mai fatto uso di sostanza dopanti. Dopo il controllo anti-doping del 13 luglio ho iniziato a fare iniezioni di eritropoietina. Queste tre settimane sono state le più difficili della mia vita. Ho dovuto mentire alla mia fidanzata".

"Non sono andato alla 20km perché non stavo bene. Non per il doping. Una giornata dopo l'altra era più difficile per me. Il 29 di luglio mi sono fatto l'ultima iniezione e sono tornato a casa perché dovevo prendere la tessera sanitaria e le scarpe da gara. Quando lunedì 30 hanno suonato a casa mia. Sapevo che era il controllo anti-doping, ma non ho detto a mia madre di non aprire. Non ce la facevo più".

"La mia fidanzata... non è stato facile dire che la medicina nel frigor era della vitamina B12. Non era facile dire questa bugia. Lei veramente in questa cosa non centra nulla. Lei ha i suoi programmi".

"Il dottor Ferrari? Conosco il personaggio. Nel 2010 non mi sono dopato. L'ho contattato nel 2009, nel 2010 mi sono gestito da solo e gli ho chiesto dei consigli tecnici per gli allenamenti e basta. In tutto questo periodo ero pulito. Mi dispiace che ho fatto questo passo. Non l'ho più sentito dall'inizio del 2011 quando ho sentito del casino con i ciclisti".

"Giustamente tutti dicono che sono delusi da me. Queste scelte le ho fatte da solo perché non volevo mettere nei guai nessuno. E anche un po' per vergogna. Uno pensa che quando vince pulito può vincere sempre. Ma poi non ce la facevo più. Mi dispiace per il mio allenatore (Didoni, ndr)".

"Sono andato ad Antalya con 1500 euro. Li ho cambiati in lira turca. Basta cercare informazioni su internet per sapere che se hai dei soldi ti danno quello che vuoi".

"Io non sono fatto per imbrogliare. Ad un certo punto moralmente non ce l'ho più fatta. Bastava non aprire il 30 e saltare un controllo, non succedeva nulla. Non so se avrei avuto la forza di fare la 50 km".

"Carolina? La mia vergogna era talmente tanta che l'ho informata appena mi hanno chiamato da Londra. Lei, genitori, il mio manager e il collega della Gazzetta Molinaro".

"Io non devo coprire nessuno. Non mi ha mai dato nulla Ferrari. Non ho mai comprato sostanze dopanti prima di quel giorno in Turchia. La cosa più importante per me è iniziare una nuova vita".

"Il mio sogno è avere un lavoro normale. Non mi è mai piaciuto essere osannato quando vinci ed essere trattato come un grande coglione quando perdi. Carolina? Lei ama il suo sport. Io il mio lo faccio perché mi riesce bene. Ho fatto delle giornate che ero distrutto e pensando al giorno dopo mi veniva la nausea".

"A Pechino ho vinto con emoglobina da anemico. Questo non lo scrive nessuno. Nel 2010 i controlli dicono che non ho usato doping".

"Le iniezioni? Solo uno in una situazione simile può capire. Io ero disperato. Quando sei a casa e aspetti che la fidanzata vada all'allenamento per chiuderti in bagno e farti un0iniezione... non è bello".

"Ferrari? Io nel 2009 avevo di nuovo voglia di avere una preparazione che ha senso. In Italia spesso va tutto a caso. Come allenarsi per essere al top... questo lo sanno fare in pochi. Ferrari? E' un grande allenatore. Perché Armstrong ha scelto lui? Perché tutti i ciclisti vanno da lui?".

"Perché sono andato da Ferrari? Perché è il preparatore più bravo in circolazione".

"Io voglio voltare pagina. Per quanto riguarda la Federazione basta fare 1+1. Sentire più di un atleta". 

"Io volevo fare tutte e due le distanze. Sulla 50km se sono al top della condizione io vinco. Il problema è stato fare anche la 20km, dove devi essere molto veloce nel finale. Uno nella vita deve fare solo quello che sa fare, se vuoi fare quello che non puoi fare... sbagli. Come ho fatto io".

"Io spero di essere un esempio per i giovani. Non fare mai questa cosa. Io ho delle medaglie. Ma nella vita contano altre cose: gli amici, la famiglia. Io posso solo dire che chi ha il talento non deve sentirsi in obbligo. A Pechino avevo vinto perché ero sereno. Io posso solo dire di non farlo perché non ha senso. Qui in provincia non siamo dei morti di fame, noi staimo già bene. Abbiamo uno stile di vita ottimo. Se le cose vanno male a me non cambia nulla. Amici, famiglia. In altri Paesi non è così".

"Chiedo alla Wada di pubblicare tutti i miei esami del sangue. Punto il dito sugli altri? No, è un dato di fatto. I russi? Cinque positivi a Pechino. Ora sono di nuovo tutti nella squadra, più forti di prima. Ferrari? Lui non capisce di marcia, ma lui sa come doversi preparare per uno sport di endurance".

"Io non posso dire alla gente come giudicarmi. Ho fatto un grosso errore. Io spero solo che la gente mi veda come persona, che purtroppo ogni tanto può sbagliare. Io dico che chi si dopa deve essere radiato. Spero di fare un nuovo lavoro e di non sentirmi dire che lo faccio male perché sono un ex dopato".

"Io sono un Carabiniere? Domani vado a Bologna a ridare la pistola e il tesserino. Se non ci fosse stata l'arma a 18 anni io non avrei potuto fare questo sport a livello professionale. Se non ci fossero loro non sarebbe possibile fare gli sport minori. Ho deluso tante persone, compresa l'Arma".

"Spero di voltare pagina. Non ho paura di andare a lavorare tranquillamente. Io non ho voluto fare queste cose in Italia. Perché qui è difficile non essere beccato. Ho fatto tutto all'estero: comprare e usare. Avevo paura di andare in galera".

"Sai quante volte ho letto: Alex è scoppiato, non è più capace, fa troppe pubblicità. Ne ho fatta una e basta. Ma queste cose si scrivono. La Despar ha già comunicato che andrà avanti, anche se non so cosa potrò fare con loro. Magari potrei lavorare in una loro filiale...".

LINK SCHWAZER:
Alex Schwazer Doping: il sito del Coni "dimentica" la sua foto online.

L'intervista blogosferica del 2008: "Sono uno che ha anche bisogno di un abbraccio".

Lettera aperta ad Alex Schwazer.

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13 Ago 2012
alle 12:22

Francesco Russo

Questo ragazzo non deve essere il capro espiatorio di una pratica diffusissima nel mondo dello sport attuale. Quante saranno le medaglie pulite a Londra? A detta di un atleta mio amico che correva per una societa' atletica del nord di Parigi, l'uso di doping era diffuso anche per gare di livello regionale dove si guadagna poco o niente. Non sono sicuro che queste pratiche saranno sradicate tanto presto.


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