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Avanzano anche Bencosme e Libania Grenot
Sono il siepista Yuri Floriani e il martellista Nicola Vizzoni i primi due finalisti italiani delle Olimpiadi di Londra nell'Atletica Leggera.
Il trentunne siepista trentino disputa una buona batteria da protagonista: allo sparo dello starter, sceglie di mettersi alla guida del gruppo. Floriani resta sempre nel gruppo dei battistrada (passaggi 2:50.48 ai 1000m e 5:42.04 ai 2000m) dove, al suono della campana, si accendono puntalmente le polveri e si fa avanti l'olimpionico in carica, Brimin Kiprop Kipruto. Il forte keniano allunga, ma è proprio Floriani a restargli in scia senza timori. Superata l'ultima barriera, mentre Kipruto vince in 8:28.62, alle sue spalle c'è un grappolo di atleti, ma l'azzurro ne ha più di tutti. Si gira più volte a controllare, forse non gli sembra vero, ma il secondo posto è suo e lo mette al sicuro con un ultimo scatto sulla linea d'arrivo, 8:29.01 davanti al marocchino Taleb (8:20.02).
Nicola Vizzoni raggiunge la terza finale olimpica in carriera dopo quella che lo vide d'argento a Sydney 2000 e il decimo posto di Atene 2004. Anche stavolta ad accompagnare i suoi lanci arriva la pioggia. Il capitano azzurro piazza la martellata migliore al primo ingresso in gabbia: 74,79. A 73,88 la seconda, mentre la terza finisce a 74,12. Per la qualificazione diretta servivano 78 metri, misura oltre quale stamattina si sono spinti solo l'ungherese, campione europeo, Krisztián Pars (79,37), il giapponese, iridato in carica Koji Murofushi (78,48), e l'olimpionico sloveno Primoz Kozmus (78,12). Il finanziere toscano, tuttavia, ha potuto esultare per la qualificazione solo al termine del secondo gruppo (iniziato con quasi un'ora di ritardo per permettere di asciugare la pedana bagnata dalla pioggia), quando si è materializzata la certezza che il suo 74,79 valeva il decimo posto nel riepilogo totale e, soprattutto, la finale del 5 agosto. Poca fortuna, invece, per l'altro martellista azzurro in gara, Lorenzo Povegliano che resta purtroppo lontano dai suoi migliori lanci di questa stagione (PB 79,08) e termina la sua avventura olimpica con un poco significativo 71,55 ottenuto al primo lanci.
Nei 400 metri piani femminile, Libania Grenot fa subito girare le gambe al massimo nei primi duecento metri, presentandosi all'uscita dell'ultima curva al seguito della lanciatissima vicina di corsia, l'ucraina Nataliya Pyhyda. Devono, però, fare tutti i conti con la giamaicana Novlene Williams-Mills autrice di una "vorace" progressione che la porta a chiudere nettamente in prima posizione in 50.88. Seconda la Pyhyda (51.09 PB) e terza la Grenot che, messa al sicuro la qualificazione, controlla vistosamente nel finale, tagliando il traguardo in 52.13. La più veloce di una mattinata di batterie trascorsa tra sole e pioggia, è l'oro mondiale di Daegu 2011 Amanthle Montsho davanti al 50.75 della russa Krivoshapka con la statunitense Sanya Richards-Ross che, correndo per nemmeno 300 metri, ha comunque fatto il vuoto nella sua batteria (51.78).
Terza batteria, in corsia 1 il britannico campione del mondo Davide Green, all'estremo opposto in nona, Josè Bencosme, 20 anni al debutto olimpico nei 400 hs. L0azzurro, nel 2011 bronzo degli Europei Juniores, parte subito forte. La sua falcata si distende con efficacia e potenza fin dalle prime barriere che affronta con grande sicurezza. Sul rettilineo lotta spalla a spalla con il serbo Berkric, con Greene che chiude primo in 48.98. Il finanziere italo-dominicano tiene fino in fondo sopravanzato solo negli ultimi metri dal serbo (49.21, record nazionale), ma la terza posizione per lui vale doppio: passaggio assicurato in semifinale e un crono 49.35, ad appena 2 centesimi dal recente primato personale (49.33) con cui si era brillantemente laureato tricolore assoluto a Bressanone. Il tempo più veloce delle batterie lo realizza uno dei principali indiziati per il titolo, il portoricano Javier Culson, davanti a tutti in 48.33.
Finiscono, invece, nelle qualificazioni le Olimpiadi nel Salto Triplo della campionessa europea indoor Simona La Mantia che resta a 25 centimetri dalla finale olimpica, ovvero dal 14,16 che ha assegnato alla slovena Sestak l'ultima misura utile per la qualificazione. La finanziera siciliana non fa meglio del 13,92 (+0.6) ottenuto al secondo salto, preceduto da un 13,77 (+0.1) d'apertura, per chiudere con 13,73 (+0.6). Solo in quattro superano i 14,40 della qualificazione diretta: la viceiridata kazaka Olga Rypakova che, all'ultimo salto, si riscatta con un autorevole 14,79 (+0.5) che la proietta in prima proiezione. Dietro di lei, si fa notare la giamaicana Kimberly Williams al personale con 14,53 (+1.8), davanti alla britannica, campionessa del mondo indoor, Yamile Aldama (14,45/+1,8, ma con molti centimetri regalati allo stacco) e alla colombiana Caterine Ibarguen (14,42/+2.0). Quarta l'ucraina, iridata in carica, Olha Saladukha (14,35/-0.2).
Fonte: FIDAL
Foto: Colombo / FIDAL
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