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La replica del presidente della Federazione Canottaggio, Enrico Gandola, alla dura lettera aperta di Niccolò Mornati.
Abbiamo pubblicato poche ore fa la dura lettera aperta di Niccolò Mornati, reduce dal quarto posto alle Olimpiadi di Londra nel Due Senza, nei confronti dei vertici federali e abbiamo offerto alla Federazione Canottaggio il dovuto spazio per il diritto di replica.
Pubblichiamo, quindi, per intero la lettera di risposta a firma del Presidente Federale, Enrico Gandola, che abbiamo ricevuto da qualche minuto, ringraziando l'Ufficio Stampa federale per la disponibilità.
"Caro Niccolò,
in merito alla lettera aperta che mi hai inviato ti invito a prendere in considerazione la tabella dei tuoi stessi risultati olimpici. Secondo questa tabella pubblicata anche sul nostro sito, appare evidente che per te Londra è stata la miglior Olimpiade alla quale hai partecipato. Basterebbe prendere in considerazione il secondo miglior tempo assoluto che tu e Lorenzo avete registrato in semifinale e che ha dato a tutti noi l'illusione che la medaglia fosse alla vostra portata per dimostrare che eri pronto più che in ogni altra occasione olimpica per ottenere un grande risultato. Peccato che non vi siate ripetuti in finale altrimenti di ben altra natura sarebbero state le lacrime che avremmo versato nel Dorney lake. In ogni caso quel quarto posto che evidentemente ritieni disonorevole in realtà è il tuo miglior risultato personale in una competizione Olimpica e di questo dovresti darne atto, esserne fiero e trarne delle diverse deduzioni anche su chi ti ha permesso di arrivare preparato nel migliore dei modi all'appuntamento Olimpico.
Trovo profondamente scorretta la polemica montata da altri già prima della tua finale, e di questo qualcuno, se non a te e neppure alla Federazione, almeno alla propria coscienza dovrà renderne conto. Non si può gareggiare sereni ed al massimo delle proprie possibilità quando dall'interno della stessa squadra si fa di tutto per alimentare la sfiducia nel lavoro svolto. Se guardiamo al tuo passato olimpico non hai fatto meglio di Londra. Solo undicesimo, sotto la guida di Andrea Coppola che un gruppo di atleti ed allenatori hanno imposto in qualità di DT, per due anni, al mio predecessore. A dire il vero neppure sotto la guida diretta del dott. La Mura eri andato oltre al settimo posto. Eppure facevi parte di un gruppo molto ampio di atleti di alto livello, coi quali confrontarsi e crescere.
In realtà dopo Sydney 2000 la Federazione ha avuto risultati olimpici decrescenti sia con La Mura che con i suoi successori. Come abbiamo sempre denunciato io e Fabrizio Ravasi, in qualità di consiglieri, Il problema era di sistema e non tecnico. In sintesi, per un lungo periodo la Federazione ha consumato più atleti di quanti ne producesse ed in poco tempo ha esaurito il patrimonio costruito nell'arco di anni. Tutte le risorse sono state assorbite dall'alto livello, la base si è impoverita complice anche un assente politica di immagine e visibilità. La Federazione inoltre non era più riuscita a produrre campioni nel college di Piediluco contribuendo ulteriormente a minare il futuro delle squadre nazionali maggiori. I risultati di anni di politiche sbagliate sono ora evidenti nelle competizioni olimpiche dove la competizione si fa sempre più agguerrita. L'origine di questi risultati negativi ripeto è strutturale e la Federazione, da quando sono presidente, ha fatto molto per rinforzare la struttura e sviluppare l'immagine del canottaggio per renderlo più attraente e vendibile.
Che piaccia o no a Londra il Canottaggio Italiano ha ottenuto gli stessi risultati di Pechino pur con un budget ridotto del 20% e, per fortuna, con una squadra in media molto più giovane di allora. A nulla vale disquisire sulla paternità dell'argento di Londra. Sartori e Battisti sono due azzurri ed il loro tecnico è un tecnico italiano che già a Pechino aveva salvato il medagliere. In altri tempi, con altri presidenti ed altri DT, la loro avventura non sarebbe neppure partita. Questa Federazione comunque, per onor del vero, ha avuto il coraggio e la forza di sostenere l'equipaggio di Sabaudia fornendo non solo la barca, ma accogliendo tutte le loro richieste e soddisfacendo tutte le loro necessità. Il centro di Piediluco con tutte le attrezzature ed i mezzi ivi dislocati, i premi, i migliori alloggi, i consulenti medico scientifici, rimborsi spese, la tecnologia Ferrari e la priorità massima sulla realizzazione di una seconda imbarcazione consegnata e provata a tempo di record, anche se poi non utilizzata, con il supporto del nostro partner Filippi ed a scapito di altre richieste del settore tecnico che, per precisa volontà politica, sono state subordinate. Tutto questo ben sapendo che un risultato migliore nel doppio rispetto agli altri equipaggi sarebbe stato strumentalizzato per fini politici ma, in ogni caso, con la serenità di chi ha fatto la cosa giusta. Non entro in ulteriori dettagli tecnici, ma se desideri possiamo approfondirli in altre sedi.
Per quanto riguarda l'aspetto politico un presidente rende conto dell'operato all'assemblea che col proprio voto sceglie la conduzione della Federazione per un quadriennio. Ho lavorato duramente e gratuitamente con i consiglieri nell'interesse del canottaggio. La polemica che stai montando assieme ad alcuni tuoi compagni con l'auspicio di provocare prima possibile un cambiamento al vertice FIC a favore del candidato a me avverso e tuo sodale (Aniene) è comprensibile dal punto di vista politico ma ha certamente poco a che fare con la sport, i suoi valori e con la veste di atleta che dovresti onorare con più rispetto per le istituzioni. Ognuno sceglie come vivere e comportarsi anche sulla base dell'educazione che ha ricevuto. Io preferisco affrontare la campagna elettorale in modo costruttivo consapevole di avere delle positività da portare al nostro mondo e dell'ottimo e copioso lavoro svolto al servizio della federazione che è sotto gli occhi di tutti.
Altri seguono la via della lotta fine a se stessa e preferiscono demolire per far sembrare più bella la loro casa. Vedi tu come meglio ritieni di doverti comportare.
Ti auguro sinceramente di poter proseguire come atleta con impegno ,dedizione e soprattutto passione fino a Rio, dove finalmente avrai la possibilità di migliorare l'ottimo quarto posto ottenuto a Londra.
Enrico Gandola
Presidente FIC"
Foto: FIC
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Purtroppo politici che usano lo sport, come nel caso del sig. Gandola, sono un cancro inestirpabile. Se i nostri atleti del canottaggio avessero la stessa forza che il loro presidente utilizza per non scollarsi la sedia dal culo, vinceremmo 6 ori!
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alle 13:09
Luigi Viale
E' troppo facile protestare quando si perde..cosi come è difficile stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato. So solo che un Campione è e rimane un Campione e non bada a tanti fronzoli come hanno dimostrato veri grandi Atleti che sono rusciti a vincere anche due Olimpiadi a distanza di otto anni senza esaltarsi più di tanto. La verità è, come succede nella vita di tutti i giorni, che, quando la strada si fa dura ..il duro si fa strada.