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CONI soddisfatto per i risultati ottenuti alle Olimpiadi ma per Rio sono necessari gruppi di lavoro sull'attività giovanile.
Il capo delegazione Raffaele Pagnozzi ha svolto martedì scorso la relazione di consuntivo della spedizione italiana alle Olimpiadi di Londra. Grande soddisfazione è emersa da parte dei vertici del CONI per i risultati ottenuti che sono arrivati grazie al "fare squadra tra il CONI e le singole Federazioni, valore aggiunto d'una trasferta ricca di soddisfazioni, all'insegna dei 28 podi inanellati con merito".
"Torniamo vincitori", ha esordito Pagnozzi, prima di sviluppare l'approfondita disamina. "Questi Giochi Olimpici hanno rappresentato una lezione importante, da analizzare con strumenti razionali Abbiamo dimostrato di avere una squadra coesa, la sinergia CONI-Federazioni ha funzionato in modo perfetto, c'è stata una collaborazione decisiva ai fini del risultato finale. Rimanere nel G10 dello sport è il frutto di un lavoro ponderato, che ha previsto gruppi di lavoro, approfondimenti, seminari e tanti scambi di informazioni, nozioni e di idee. Dei 289 atleti, 63 sono andati a medaglia e 151 tra i primi otto, cioè oltre il 52% dei partecipanti azzurri. Dei 63 medagliati il 30% era già andato a podio in precedenti edizioni: l'età media delle donne a medaglia è scesa di 4 anni anche se l'età media complessiva ci vede tra le nazioni più anziane, quindi per Rio occorre un ricambio generazionale. In questa direzione ci siamo mossi, promuovendo alcuni gruppi di lavoro sull'attività giovanile: i risultati degli juniores sono incoraggianti, in diverse discipline. In piedi poi ci sono una serie di progetti per favorire lo sviluppo tecnologico e migliorare le prestazioni: con la Ferrari, con il Politecnico di Milano, con l'Insean, i cui frutti ci auguriamo producano risultati importanti in vista dei prossimi appuntamenti olimpici.
Le 15 discipline che sono andate a medaglie, rispetto alle 13 di Pechino, rappresentano un successo importante perché Londra è stata una grande Olimpiade. I paesi a medaglia sono stati 85, numero sostanzialmente invariato rispetto a Pechino ma c'è stato un ricambio di Paesi. Gli USA hanno guadagnato nuovamente la leadership, la Francia ha ottimizzato i piazzamenti anche con meno medaglie all'attivo ma con più ori, Australia, Germania e Giappone hanno mostrato una minore competitività. La star assoluta è stata l'Ungheria, che ha coltivato i talenti come avevamo evidenziato in precedenti riunioni ed è un punto di riferimento per tutti. L'Europa è definitivamente scesa sotto il 50% delle medaglie totali: degli 85 paesi con almeno un podio all'attivo solo 37 sono continentali. In vista di Rio 2016 saranno comunque Corea, Ucraina e Giappone le nostre antagoniste più agguerrite. Direi che in Brasile dovremo guardarci dall'Oriente".
Fonte: CONI
Foto CONI
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